
Dubai sta sicuramente
vivendo un secondo momento di grandezza, dopo un primo tempo che vide
questa città-stato fare scelte illuminate già dagli anni
'80.
Da quando poi
la Cina si è ripresa Hong-Kong, il sistema del business anglosassone
che aveva base lì, come unica porta d'ingresso privilegiata alla
Cina, si è in parte trasferito a Dubai, dove i cantieri non si
sono mai fermati dai primi tempi dello sfruttamento petrolifero.
Ora sono gli
arabi che fanno direttamente gli affari, quando prima lo erano principalmente
gli occidentali, che hanno contribuito non poco sia alla fortuna che
alla formazione del magment locale.
Negli ultimi
due anni c'è stata una ripresa del commercio nell'emirato, in
una vocazione soprattutto privilegiante il lusso, ma non trascurando
il turismo di medio livello.
Qui il Made
in Italy, con nuovi attori, i più dei vecchi persi dopo la Guerra
del Golfo, ha ripreso a vendere. Non più palazzi ma soprattutto
goodies.
Ci è
sembrato ovvio attivare una collaborazione che ci permetta di dare un
supporto alle aziende che lo chiedano, fatta con i vecchi amici dei
primi anni '80, che già ci videro, veramente esploratori!, nella
Dubai ancora soprattutto regno di sabbia.
Anche a Dubai
possiamo quindi dare un supporto molto locale, di relazioni, che servano
oltre le normali vie operative del commercio estero.